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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura.
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Di Donald A. Norman, padre del ''design antropocentrico”, “La caffettiera del masochista”, inganni e paradossi della cattiva tecnologia negli oggetti di uso quotidiano.
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Scadenza 30 agosto 2018.

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In Italia
Milano, a Palazzo Reale e altre sedi in città, “Alik Cavaliere. L'universo verde”, mostra diffusa di arte contemporanea.
Fino al 9 Settembre 2018.

All'estero
Potsdam, Museo Barberini , "Gerhard Richter: Abstraction" , in mostra 80 dipinti dagli anni '60 ad oggi.
Fino al 21 ottobre 2018.

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Emilio Vedova, "Immagine del tempo"
di Vilma Torselli
pubblicato il 2/05/2007
Influssi dell'Informale e dell' Espressionismo astratto nel linguaggio di un artista italiano di cultura internazionale.

Emilio Vedova (1919-2006) è forse uno fra gli artisti italiani più permeati di cultura internazionale, per la sua innata attitudine ad aprirsi al nuovo, alla sperimentazione, alla ricerca, sia in termini formali che contenutistici, per una personale irrequietudine intellettuale che lo porta continuamente a superare i limiti, a reinventarsi, a rimettersi in gioco e in discussione.
L'internazionalismo è una delle caratteristiche del periodo storico postbellico europeo in cui Vedova, scegliendo di staccarsi dal realismo socialista, matura un suo personale linguaggio artistico incurante del racconto e della figurazione, un linguaggio fatto di contrasti e talvolta di eccessi ad esprimere una sofferenza morale profonda, una fede politica e sociale quasi mistica, una coscienza civile che gli fa apparire come necessaria ed inderogabile la ricerca della libertà e della giustizia, testimoniate anche dalla sua vicenda umana.
Dice di lui Antonio Rombi:"E' con lo sguardo rivolto alla quotidianità, all'immagine del dolore, all'indignazione della gente, che l'artista ripropone nei i suoi messaggi l'opposizione contro una società consumistica e capitalista. La sua pittura è come l'estremo tentativo, la disperata sollecitazione a non rimanere inerti, a non rassegnarsi, ad agire subito finché c'è vita."

Lo sperimentalismo di Emilio Vedova si esprime nell'utilizzo di materiali svariati ed inusuali, legno, ferro, vetro, acciaio, in tecniche diverse talune di sua invenzione, pittura, collage e decollage, graffitismo, ambientazioni spaziali, installazioni, in opere al limite tra scultura e pittura grazie anche ad una tecnica incisoria estremamente raffinata costruita attraverso una attenta revisione della grafica del '700 veneziano, dei drammatici chiaroscuri di Piranesi, delle luci di Guardi, il tutto filtrato attraverso l'esperienza dell'Informale e dell'Espressionismo astratto americano: da tutto ciò, memore di una originaria matrice violentemente espressionistica tutta europea e del Cubismo analitico di Picasso e Braque, Emilio Vedova desume, o meglio reinventa, un suo linguaggio gestuale astratto e dinamico che evade dai limiti fisici del quadro per dilagare nello spazio circostante contaminandolo ed esprimendo movimento, azione, vitalità, libertà.
Soprattutto libertà, totale ed assoluta, dalla cultura stantia, dalla repressione ideologica, dalla paura del nuovo, dall'accademismo e dalla critica.
Della quale scrive:"Nella critica ci deve essere un'attitudine alla spregiudicatezza, di viaggio, d'avventura, senza parametri, senza apriori. Sono caduti i rituali dell'avanguardia, siamo immersi ormai in un magma: ognuno si muove a ruota libera, libero nelle memorie, negli strapaesi, nelle archeologie, nei neri, negli scuri, nell'ironia oppure nelle epiche e nelle mitologie. Anche la critica deve fare i conti con questo. O sta a battere cattedra e a parlare del Rubicone, ma allora rimane emarginata, o deve "scendere"." (Emilio Vedova, 1984)

Nell' "Immagine del tempo", 1958-59, un olio su tela di 145x145 cm oggi custodito nel 'Museo d'Arte Contemporanea' di Lissone tra i Beni Culturali della Regione Lombardia, l'informalità del tema si sintetizza in linee forti, tese, di grande dinamismo, in gioco libero, refrattarie alla coercizione posta dai confini dimensionali della tela, ad esprimere con reiterata insistenza un'aspirazione alla libertà che è anche ribellione, tensione morale, lotta, protesta, speranza e forse utopia.
Vi si leggono quelle che sono delle costanti della produzione artistica di Vedova dagli anni '60 in poi, una eccezionale continuità della ricerca, una drammaticità espressiva, una sorta di tensione narrativa che si reggono su un delicato equilibrio degli opposti, luce ed ombra, informale e forma, segno e spazio, attualità e memoria, in un itinerario tumultuoso, segnato da conflitti e tensioni, dalla vitalità indomita e dalla creatività inesauribile di un grande del '900.

* articolo aggiornato il 22/05/2017


DE ARCHITECTURA
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Metafisico bisogno di astrazione ed un mai dimenticato amore per la materia, i due poli fra i quali oscilla la poetica di un grande surrealista...... continua

 

 
 

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