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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto:Potsdamer Platz
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Emilio Vedova, "Immagine del tempo"
di Vilma Torselli
pubblicato il 2/05/2007
Influssi dell'Informale e dell' Espressionismo astratto nel linguaggio di un artista italiano di cultura internazionale. A 100 anni dalla nascita, alcune mostre celebrative.

Emilio Vedova (1919-2006) è forse uno fra gli artisti italiani più permeati di cultura internazionale, per la sua innata attitudine ad aprirsi al nuovo, alla sperimentazione, alla ricerca, sia in termini formali che contenutistici, per una personale irrequietudine intellettuale che lo porta continuamente a superare i limiti, a reinventarsi, a rimettersi in gioco e in discussione.
L'internazionalismo è una delle caratteristiche del periodo storico postbellico europeo in cui Vedova, scegliendo di staccarsi dal realismo socialista, matura un suo personale linguaggio artistico incurante del racconto e della figurazione, un linguaggio fatto di contrasti e talvolta di eccessi ad esprimere una sofferenza morale profonda, una fede politica e sociale quasi mistica, una coscienza civile che gli fa apparire come necessaria ed inderogabile la ricerca della libertà e della giustizia, testimoniate anche dalla sua vicenda umana.
Dice di lui Antonio Rombi:"E' con lo sguardo rivolto alla quotidianità, all'immagine del dolore, all'indignazione della gente, che l'artista ripropone nei i suoi messaggi l'opposizione contro una società consumistica e capitalista. La sua pittura è come l'estremo tentativo, la disperata sollecitazione a non rimanere inerti, a non rassegnarsi, ad agire subito finché c'è vita."

Lo sperimentalismo di Emilio Vedova si esprime nell'utilizzo di materiali svariati ed inusuali, legno, ferro, vetro, acciaio, in tecniche diverse talune di sua invenzione, pittura, collage e decollage, graffitismo, ambientazioni spaziali, installazioni, in opere al limite tra scultura e pittura grazie anche ad una tecnica incisoria estremamente raffinata costruita attraverso una attenta revisione della grafica del '700 veneziano, dei drammatici chiaroscuri di Piranesi, delle luci di Guardi, il tutto filtrato attraverso l'esperienza dell'Informale e dell'Espressionismo astratto americano: da tutto ciò, memore di una originaria matrice violentemente espressionistica tutta europea e del Cubismo analitico di Picasso e Braque, Emilio Vedova desume, o meglio reinventa, un suo linguaggio gestuale astratto e dinamico che evade dai limiti fisici del quadro per dilagare nello spazio circostante contaminandolo ed esprimendo movimento, azione, vitalità, libertà.
Soprattutto libertà, totale ed assoluta, dalla cultura stantia, dalla repressione ideologica, dalla paura del nuovo, dall'accademismo e dalla critica.
Della quale scrive:"Nella critica ci deve essere un'attitudine alla spregiudicatezza, di viaggio, d'avventura, senza parametri, senza apriori. Sono caduti i rituali dell'avanguardia, siamo immersi ormai in un magma: ognuno si muove a ruota libera, libero nelle memorie, negli strapaesi, nelle archeologie, nei neri, negli scuri, nell'ironia oppure nelle epiche e nelle mitologie. Anche la critica deve fare i conti con questo. O sta a battere cattedra e a parlare del Rubicone, ma allora rimane emarginata, o deve "scendere"." (Emilio Vedova, 1984)

Nell' "Immagine del tempo", 1958-59, un olio su tela di 145x145 cm oggi custodito nel 'Museo d'Arte Contemporanea' di Lissone tra i Beni Culturali della Regione Lombardia, l'informalità del tema si sintetizza in linee forti, tese, di grande dinamismo, in gioco libero, refrattarie alla coercizione posta dai confini dimensionali della tela, ad esprimere con reiterata insistenza un'aspirazione alla libertà che è anche ribellione, tensione morale, lotta, protesta, speranza e forse utopia.
Vi si leggono quelle che sono delle costanti della produzione artistica di Vedova dagli anni '60 in poi, una eccezionale continuità della ricerca, una drammaticità espressiva, una sorta di tensione narrativa che si reggono su un delicato equilibrio degli opposti, luce ed ombra, informale e forma, segno e spazio, attualità e memoria, in un itinerario tumultuoso, segnato da conflitti e tensioni, dalla vitalità indomita e dalla creatività inesauribile di un grande del '900.

* articolo aggiornato il 22/05/2017

A 100 anni dalla nascita di Emilio Vedova, alcune mostre celebrative:

A La Spezia, al CAMeC, centro arte moderna e contemporanea, la mostra "Da Vedova a Vedova".
Comunicato stampa
Il CAMeC, centro arte moderna e contemporanea alla Spezia, presenta un omaggio a Emilio Vedova, grande maestro dell’Informale italiano, nel centenario della sua nascita. L'inaugurazione della mostra, dal titolo "Da Vedova a Vedova. L'opera grafica di Emilio Vedova della collezione Albicocco", a cura di Roberto Budassi e Marzia Ratti, si terrà venerdì 7 dicembre alle ore 18. Sono esposte circa settanta opere grafiche provenienti dalla collezione Albicocco, storica stamperia d’arte udinese con la quale Vedova intrattenne frequenti e operose collaborazioni a partire dal 1979 fino al 2006, anno della sua scomparsa.
Arricchiscono l’esposizione alcune opere appartenenti sia alla collezione Cozzani che alla collezione Premio del Golfo del CAMeC
La vasta e significativa opera grafica di Emilio Vedova, avviata sin dagli anni Cinquanta, è componente espressiva fondamentale dell’artista. È costituita soprattutto da acqueforti e acquetinte, che sostengono con grande intensità l’esplosione dei suoi segni neri. Arricchiscono l’esposizione alcune opere appartenenti sia alla collezione Cozzani che alla collezione Premio del Golfo del CAMeC, che testimoniano il legame che l’autore tenne con la città della Spezia, culminato proprio nel 1954 anno in cui l’opera Le vie del mondo vinse il premio-acquisto. La mostra resta aperta fino a domenica 2 giugno 2019, con orari da martedì a domenica dalle 11 alle 18. Chiuso il lunedì, Natale e Capodanno. Per info, contattare il CAMeC Al numero 0187 727530. Fino al 2 giugno 2019.

A Milano, a Palazzo Reale, la mostra, a cura di Germano Celant con Fabrizio Gazzarri, “Emilio Vedova: Immagini nel tempo 1936-2006” propone l’intero percorso creativo dell’artista, dai disegni di architetture veneziane degli esordi della sua carriera alla produzione dei suoi ultimi anni. Si va dal figurativo all’informale, dalle suggestioni del classicismo e della grande pittura veneziana e barocca allo sperimentalismo al linguaggio espressionista, gestuale, astratto, informale di impronta internazionale delle ultime opere prima della scomparsa nel 2006. Dal novembre 2019 al febbraio 2020.


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