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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto: L'automobile, mito futurista.
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SCHWARZES SCHAF
di Cecilia Caliari
pubblicato il 17/04/2013
Una critica forte all'emarginazione e alla violenza, con la proposta per qualche soluzione.

Ascanio Celestini ha aperto la rassegna “Alice nello specchio” all' Istituto Italiano di Cultura leggendo la parte iniziale della “Pecora Nera”.

Con la sua delicatezza forte e la sua ironia sottile e tagliente è riuscito a trasportare il pubblico, quasi interamente italiano, destreggiandosi, come suo solito, tra picchi di comicità e baratri di serietà amarissima.
La storia, narrata in prima persona trasforma il protagonista in simbolo di un attitudine, quasi di un malessere, diventa un' analisi forte ma costruttiva per mezzo della quale si critica l'emarginazione e la violenza, ma si propongono anche soluzioni.
La pecora nera è l' escluso, il diverso, la persona spersonalizzata. Può essere un bambino deriso dalla classe, un adulto allontanato dalla società e rinchiuso in manicomio o in carcere, o una donna, categoria purtroppo ancora largamente discriminata nella nostra società.
Chiunque venga nella complessità della sua persona definito unicamente dalle caratteristiche negativa di se stesso e ridotto a semplice oggetto diventa e si sente una pecora nera.

Dalle parole dell'autore emergono la pericolosità della semplificazione a tutti i costi, del linguaggio usato impropriamente, così come l'isolamento verso cui ci portano anche i luoghi che sembrano più familiari, come ad esempio il supermercato.

Ascanio Celestini risulta brillante come sempre anche nel dibattito post-lettura in cui racconta esperienze e sensazioni che lo hanno portato a scrivere, e ricorda infine che la malattia è un comportamento qualsiasi reiterato, noi non impazziamo solo grazie al tessuto delle relazioni sociali che ci mantiene “normali”.

Link
http://www.mondolibro.de/
http://www.ascaniocelestini.it/


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