home
arte
architettura
arte moderna
art reader
fotografia
nuove tendenze
nonsoloarte
pillole
purezza formale
concorsi
eventi e mostre
artisti
collaborazioni
testi
links
contatti

  APPUNTI  
Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura.
L'articolo più letto in Artonweb:"Cubismo analitico e Cubismo sintetico".
  FOCUS ON  
Libri
"I quattro libri dell'architettura" di Andrea Palladio, la summa architettonica del tardo Rinascimento che ha influenzato irreversibilmente l'architettura occidentale per i successivi quattro secoli.
Musei
Mestre, nuovo Museo del Novecento (M9), l’innovazione tecnologica al servizio della cultura, del retail e dell’intrattenimento lungo un percorso collettivo che copre un arco temporale di oltre un secolo.

Concorsi
"Luxembourg Art Prize", un concorso internazionale mirato a rivelare e promuovere artisti di talento ancora sconosciuti. Scadenza 30 aprile 2019.

Premi
11° edizione del premio "PORCELANOSA Grupo di Architettura e Interior Design", premiati i progetti più interessanti del 2018 per le tre categorie in concorso.

In Italia
Napoli, Basilica della Pietrasanta-Lapis Museum la mostra "Chagall. Sogno d’amore", 150 opere, dipinti, disegni, acquerelli, incisioni. Fino al 30 giugno 2019.

All'estero
A Berlino, a Weimar, a Dessau ed in molte altre nazioni le principali iniziative per celebrarei 100 anni dalla fondazione della Bauhaus.

  CERCA NEL SITO  

Zona d'ombra
di Ignazio Fresu
pubblicato il 16/06/2011
Una terra di nessuno al confine tra gli artisti legati al mercato e quelli che ne sono esclusi, dove si collocano molti artisti contemporanei.
Ignazio Fresu, "Ombre", installazione scultorea in vetroresina

Esiste una zona d’ombra, una sottile linea di demarcazione che a prima vista potrebbe apparire incerta e confusa, dove si collocano molti artisti contemporanei, una terra di nessuno al confine tra quegli artisti legati al mercato e quelli che ne sono esclusi.

La questione tra queste due tipologie dove l’una discredita l’altra, è antica e pone in conflitto due tesi. La prima che considera gli artisti e le loro opere Arte solo se il mercato – attraverso il collezionismo e tutti i suoi veicoli quali i critici, i curatori, le gallerie, i musei e le case d’asta - li decreta tali in qualità di giudice inappellabile. Ed un’altra che invece vede in quegli artisti ignorati dal sistema ufficiale, una pregiudiziale esclusione a causa della loro appartenenza politica, delle loro forme espressive e tecniche esecutive impiegate, ma soprattutto per l’assenza di amicizie qualificate. E, mentre i primi competono per conservare la posizione, gli altri, pur criticando aspramente i primi, in ansia di rivalsa e di rivincita, aspirano ad entrare a far parte di quel sistema di mercato.

In Italia assistiamo in questi anni ad un tentativo di restaurazione storiografica dell’arte, ad un revisionismo critico prepotentemente istituzionalizzato nella gestione del Padiglione Italia della precedente Biennale di Venezia del 2009 curato da Luca Beatrice e Beatrice Buscaroli e recentemente, con ancora maggiore evidenza, in quest’ultima edizione 2011 di Vittorio Sgarbi dove migliaia di artisti che da sempre si erano sentiti finora ingiustamente esclusi, trovano in questa occasione, interessato sostegno nella speranza di riscatto.
Queste due posizioni descritte, in realtà non sono in antitesi perché in definitiva hanno lo stesso obiettivo: il riconoscimento da parte del mercato dell’arte.

Esiste un’altra condizione in contrapposizione ad entrambe le tesi, una zona d’ombra che non è mai presa in considerazione costituita da quegli artisti che in totale autonomia dal mercato e dal vigente sistema dell’arte, per libera scelta si sono auto esclusi non cercando o impegnandosi con mercanti e gallerie d’arte, mantenendo una sostanziale indipendenza.

C’è chi l’uva cui non arriva la dice acerba, ma anche chi l’uva non vuole.

Ci si domanderà per quale motivo le gallerie d’arte rinuncino ad un potenziale profitto trascurando questi artisti ricalcitranti. In passato è già avvenuto altre volte, ma gli artisti sono poi sempre stati “ricondotti a ragione”. Oggi le gallerie d’arte pongono come requisito principale per investire su un’artista non più le sue opere in quanto tali, ma la volontà dell’artista di appartenere a quel mondo. Metro insindacabile di giudizio, in un mondo sovraffollato di candidati, è la capacità di questi di farsi largo sgomitando e calpestando gli altri artisti concorrenti ed innanzitutto, di aderire incondizionatamente alle esigenze di un mercato che oltre a determinare valore economico, determina anche quello artistico. Condizione imprescindibile alla speculazione è consacrarsi interamente al mercato anche se, come si è visto - o forse proprio per questo - il sistema economico può essere drogato, ne abbiamo avuto recente esperienza con la recessione di questi anni causata dalle speculazioni finanziarie.

Succede che gli unici spazi di emersione - escludendo ovviamente le gallerie affitta-camere e similari che sopravvivono esclusivamente speculando sugli artisti stessi - potrebbero essere quelli messi a disposizione dagli organismi istituzionali. Di fatto le strutture espositive sono economicamente così impoverite che per sopravvivere, la loro gestione è asservita alle regole imposte dal mercato. Le gallerie d’arte usufruiscono degli spazi espositivi pubblici trasformandoli in prestigiose show room dove hanno campo libero per dettare condizioni ed imporre i loro artisti, in cambio di finanziamenti.

Gli artisti che scelgono di non aderire a questo sistema scelgono la loro libertà e la libertà dell'arte. Per un mondo dell'Arte senza zone d'ombra.

Ignazio Fresu


DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


blog di Efrem Raimondi


blog di Nicola Perchiazzi
 








RIFLETTORI SU...


Richard Hamilton, "She"




L'opera di Richard Hamilton nell'ambito del movimento pop inglese è paragonabile a quella...... continua

 
 

© Tutto il contenuto del sito è protetto dalle leggi sul Copyright.Tutti i diritti sulle immagini e sui testi pubblicati sono riservati agli autori e sia immagini che testi non possono essere riprodotti senza il loro consenso. Le immagini presenti tratte da internet hanno esclusiva funzione di documentazione ed informazione, mancando in via assoluta ogni finalità di lucro, nel rispetto dell'art. 70 comma 1 bis, L. 633/1941. Qualora la loro pubblicazione violasse diritti d'autore, esse verranno prontamente rimosse previa richiesta. Responsabile del sito: dr.arch. Vilma Torselli.