Libri Archeologia del Moderno, di Ignasi de Solà-Morales: alla ricerca delle radici della modernità seguendo un insolito punto di vista.
Musei Gallerie d'Italia, un progetto di Intesa Sanpaolo per condividere con la collettività un patrimonio artistico e architettonico di1.000 opere d'arte esposte in diverse città del Paese a formare una rete di poli culturali unica nel suo genere.
Concorsi Concorso Fotografico Nazionale 2012 di Comuni-Italiani.it dove fino al settembre 2012 si possono candidare foto su due temi: Piazze e Ponti.
Verranno assegnati 25 premi.
Premi
La AIDS Memorial Park Design Competition, concorso volto a creare un parco commemorativo per le 100.000 vittime dell'Aids newyorkesi, è stata vinta da Mateo Paiva, Lily Lim, John Thurtle, Insook Kim e Esteban Erlich, rendering di Guillaume Paturel, con il progetto “Infinite Forest”.
Attualità TV.ARTE.tv, artisti in video, l'Arte raccontata da chi la crea.
All'estero:
Londra, alla National Portrait Gallery, Saint Martin's Place, "Lucian Freud. Portraits", fino al 27 maggio 2012.
FRASE DEL GIORNO
VUOI INVIARE UNA DOMANDA O UN COMMENTO?
CERCA NEL SITO:
Cavandoli
un anno dopo di Piero Tonin
pubblicato il 9/03/2008
Il 3 marzo segna
il primo anniversario della scomparsa di Osvaldo Cavandoli (1920-2007),
creatore de La Linea.
Questo è il mio piccolo ricordo personale di un indimenticabile
amico e maestro.
Osvaldo
Cavandoli: due o tre cose che so di lui.
Ricordi sparsi di un grande amico.
Si dice che fumettisti e animatori altro non siano che attori
frustrati che, in mancanza di mezzi adeguati, danno sfogo
alla loro repressa voglia di protagonismo attraverso il disegno.
Nulla fu mai più falso nel caso di Osvaldo
Cavandoli in arte "Cava",
geniale creatore de La Linea, che nella vita
di tutti i giorni era una vera e propria rock star, un entusiasta
della vita che la vita l’ha vissuta alla grande.
Tutto, o quasi, si sa del suo amore per il disegno, ma chi
ha avuto il privilegio di frequentarlo nel suo regno, lo storico
Studiocine Cavandoli di via Prina,
ha avuto il piacere di scoprire le altre grandi passioni che
muovevano l’Osvaldo.
Al centro dello studio il Cavandoli
ufficiale, il Creatore de La Linea seduto dietro alla scrivania
con foulard da playboy d’ordinanza, sigaretta sottile
perennemente accesa e occhietti furbi di chi la sa molto più
lunga di te.
Tutt’attorno, indizi del Cavandoli artigiano, in grado
di trasformare con le proprie mani una scrivania in un perfetto
tavolo per animazione, in modo da poter disegnare e rispondere
al telefono senza doversi alzare.
E poi i mascherini con la silhouette de La Linea, rigorosamente
fatti in casa, per tracciarne sul foglio l’inconfondibile
profilo con un unico tratto e velocizzare così il lungo
e tedioso lavoro di animazione.
In una bacheca i pupazzi dei caroselli anni ’50,
tutti realizzati a mano dall’Osvaldo, dall’anima
in metallo con giunture in piombo fino ai più minuti
dettagli del viso e dei vestiti: pinocchi e geppetti, cowboys
a cavallo e vecchietti da saloon, negri politicamente scorretti,
improbabili gangster alla Fred Buscaglione, indiani e diligenze.
Immediatamente dietro alla scrivania, la piccola sala da ripresa
con le pareti nere dove hanno preso vita i cortometraggi de
La Linea che avrebbero fatto il giro del mondo. Una mastodontica
moviola grigia per il montaggio e soprattutto il banco da
ripresa per fotografare i disegni su pellicola, costruita
dall’ingegner Cavandoli adattando una vecchia macchina
da ripresa 35mm degli anni ’30.
Ma le sorprese vere e proprie iniziavano visitando il vecchio
teatro di posa dove sono stati realizzati gran parte dei film
a pupazzi animati prodotti da Cavandoli negli anni ’50.
Nella gran confusione di oggetti di ogni genere spiccavano
una 600 grigia perfettamente conservata e, su una delle altissime
pareti, un gran cielo azzurro dipinto, ormai quasi del tutto
sbiadito, che faceva da sfondo alle avventure dei pupazzi
animati, molti dei quali stazionavano nel magazzino in attesa
di essere restaurati, ovviamente dallo stesso Cavandoli.
In alto, su irraggiungibili scaffali, migliaia e migliaia
di disegni realizzati per i caroselli e i corti de La Linea,
forse in attesa di una catalogazione.
Per far fronte alle giornate di scarsa ispirazione, il Cava
aveva predisposto, in un angolo del magazzino, un’attrezzatissima
cucina nella quale era in grado di realizzare marmellate,
liquori, salse, sughi, confetture, sottaceti, sciroppi, olii
aromatici, canditi, che elargiva con generosità ai
frequenti visitatori dello studio. I vasetti erano adornati
con eleganti etichette in stile liberty recanti la scritta
"Premiata Conserveria del Cava", e mese
ed anno di produzione. Tra le conserve più prelibate
si ricordano la formidabile salsa di seppie e totani per condire
gli spaghetti, e il leggendario "Cippomo",
straordinario incontro di cipolla e pomodori verdi.......
P.S.:
Materiale inedito, che arricchirò nel tempo ogniqualvolta
ce ne sarà l'opportunità, si trova in questa
pagina su MySpace: http://www.myspace.com:80/osvaldocavandoli