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Corrado Feroci
di Alessandro Tempi
pubblicato il 3/06/2007
Un italiano, Corrado Feroci, Silpa Bhirasri per i thailandesi, in veste di insegnante, oltre che di artista, ha influito su generazioni di artisti di quel lontano paese.

Corrado Feroci, l'uomo che ha inventato l'arte moderna in Thailandia.

Negli ultimi decenni dell’Ottocento, il regno del Siam era stretto fra due colossi coloniali: l’India britannica e l’Annam (Indocina) francese.
Il re del Siam voleva modernizzare il paese, aprirlo all’Occidente, ma aveva bisogno di una nazione europea a cui appoggiarsi e la sua scelta cadde sull’Italia perché probabilmente il nostro paese non aveva interessi geopolitici in quell’area.
Fu così che arrivarono in Siam molti italiani, soprattutto architetti ed ingegneri, ma anche artisti come Galileo Chini e Corrado Feroci, appunto. Tutti i maggiori edifici in pietra di Bangkok, dal Palazzo dove risiede il re a quello del Parlamento, i principali ponti ed i principali monumenti del centro storico furono progettati, costruiti, affrescati e decorati dagli italiani. Corrado Feroci contribuì in maniera decisiva a questo restyling, diventando il padre dell’arte moderna thailandese.

Se si eccettuano alcuni brevissimi periodi in cui ritornò in Italia, Feroci rimase ininterrottamente in Thailandia per quasi quaranta anni dal 1923 alla morte, avvenuta nel 1962. All’inizio lavorò come una sorta di “scultore di corte” presso il Ministero degli Affari Reali ed in questa veste progettò la sua prima opera famosa, la statua di Re Rama I, la cui fusione venne in effetti realizzata a Milano nel 1930. E quella fu la prima volta che Feroci ebbe modo di tornare in Italia. Poi cominciò a pensare all’idea di una vera e propria scuola di formazione per giovani artisti e sul modello dell’Accademia di Firenze, dove egli si era diplomato in pittura e scultura, elaborò il suo progetto. Ma la realizzazione effettiva della sua Scuola d’Arte avvenne solo dopo nel 1935. Poi nel 1943 la Scuola venne elevata al rango universitario (la cosiddetta Silpakorn University), con l’apertura di due corsi, Scultura e Pittura, entrambi diretti da Feroci.

E’in questa veste di insegnante, oltre che di artista, che Feroci ha influito su generazioni di artisti thailandesi. Egli ha gettato le basi dell’istruzione artistica thailandese secondo modelli e criteri europei, insegnando, dirigendo, scrivendo manuali e libri di critica, organizzando mostre di grande importanza. Se la Thailandia è oggi un paese molto attivo nel campo dell’arte contemporanea – basta considerare le sue presenze alle ultime Biennali di Venezia – lo deve proprio a Corrado Feroci.
I thailandesi conoscevano e conoscono ancor oggi Feroci sotto il nome di Silpa Bhirasri. Pare che durante l’occupazione giapponese della Thailandia Feroci fosse stato internato in un campo di prigionieri proprio perché italiano – giacché dopo l’8 settembre gli italiani erano formalmente diventati nemici dei giapponesi – e solo cambiando nome ed acquisendo la cittadinanza thailandese egli potè essere liberato.

Sulle origini di Corrado Feroci c’è un vero e proprio mistero. Egli nacque il 15 settembre del 1892, ma non sappiamo bene dove: alcuni dicono a San Giovanni Valdarno (da dove effettivamente venivano i genitori), altri a Firenze. Sta di fatto che il piccolo Corrado crebbe e studiò a Firenze, diplomandosi nel 1914 alla Regia Accademia di Belle Arti, del cui corpo insegnante per nove anni fece parte. Quando, dopo la sua morte, un giovane artista thailandese volle venire a visitare il paese natale del suo Professore, venne proprio a San Giovanni Valdarno, convinto di trovare casa e vestigia che lo ricordassero. Ma poiché non trovo niente, andò a Firenze, cercando di rintracciarlo all’Accademia. Ma la cosa, pare, finì lì. Oggi il sito web tailandese dedicato a Feroci – www.bhirasrigallery.org - riporta San Giovanni come suo paese natale. Ma negli archivi di quel Comune non risulterebbe alcun atto di nascita a quel nome.

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