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Pietro Bugiani, un sensibile interprete del nostro tempo
di Riccardo Ianniciello
pubblicato il 1/03/2018

Ricerca di nuove soluzioni espressive a cavallo tra impressionismo e classicismo, background culturale memore delle innovazioni del ‘900 ma anche della tradizione italiana, ibridazioni e commistioni linguistiche per esprimere una dolorosa e ineludibile condizione umana.

Ci sono tentativi in Pietro Bugiani di sperimentare diverse vie attraverso il simbolismo sintetista di P. Gauguin, E. Bernard ma anche rifacendosi alla grande lezione stilistica di Cézanne, precursore del Cubismo e non ultimo alla pittura di Giotto e Masaccio.
Ci troviamo di fronte a delle commistioni preziose che denotano la ricerca incessante del Bugiani di trovare innovative soluzioni espressive operando un confronto storico tra due importanti scuole artistiche, l’impressionismo e il classicismo senza allontanarsi da un assunto caro a Gauguin che possiamo così condensare: l’arte è astrazione, non bisogna troppo dipendere dalla natura tentando di imitarla, occorre dipingere ciò che si sente, affidandosi però alla propria immaginazione piuttosto che rappresentare fedelmente la realtà.

La semplificazione estrema delle forme, i colori puri e compatti, l’assenza di sfumature, le figure stilizzate a cui ricorre il Bugiani per dipingere La Madonna in preghiera e Natività sono i caratteri distintivi del simbolismo ma anche dei maestri del ‘400 a cui lo aveva indirizzato Giovanni Michelucci (1) conosciuto ai tempi in cui frequentava l’accademia delle Belle Arti di Firenze. Ma il Bugiani,come abbiamo accennato, nonostante fosse attratto dai simbolisti e dalla sintetizzazione delle forme, dei toni e dei colori operata da Giotto e da Masaccio, non rimane sordo al fascino dell’impressionismo e soprattutto alle indagini di Cézanne: in alcuni dipinti del Bugiani, in particolare ne La casa rossa; Il paesaggio con casolare e Casolari appare netta infatti l’eredità cézanniana.

Pietro Bugiani nei suoi dipinti sembra prediligere i paesaggi rurali, l’architettura minore, le case dei contadini dove è possibile cogliere l’impronta vera dell’identità popolare, quella cultura contadina troppo spesso bistrattata dalla storia e si percepisce, come sospesa nell’aria, l’umile vita dei campi, la fatica quotidiana.
Il Bugiani ci consegna così paesaggi carichi d’una atmosfera melanconica, come ne L’attesa e Rientro a sera, dove appaiono con gravità ieratica figure rassegnate a un destino avverso e però accettato in quanto condizione umana ineludibile. Inevitabile l’accostamento a L’attesa di Carlo Carrà: tra i due artisti e amici si colgono del resto non poche influenze e assonanze.

La capacità del Bugiani di cogliere la condizione umana nei suoi aspetti più umili e sofferti e di interpretare e rielaborare magistralmente le diverse istanze artistiche lo pongono tra i pittori più significativi del Novecento.

(1) Giovanni Michelucci (1891-1990) è stato un architetto, urbanista e incisore italiano.
"Casolari"
"Le due donne"
"Paesaggio con casolare"
"Il mulino delle Bure"
"Madonna col manto rosso"
"Le Bure"
© Copyright Pietro Bugiani

DE ARCHITECTURA
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Marcel Duchamp,"Nu descendant l'escalier n.2"



 

 
 

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