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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura.
L'articolo più letto in Artonweb:"Cubismo analitico e Cubismo sintetico".
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"I quattro libri dell'architettura" di Andrea Palladio, la summa architettonica del tardo Rinascimento che ha influenzato irreversibilmente l'architettura occidentale per i successivi quattro secoli.
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A Berlino, a Weimar, a Dessau ed in molte altre nazioni le principali iniziative per celebrarei 100 anni dalla fondazione della Bauhaus.

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Boschi verticali, orizzontali e obliqui
di Vilma Torselli
pubblicato il 15/06/2016
"Paraíso cerrado para muchos, jardines abiertos para pocos."
Questo povero albero ancora non sa che finirà al venticinquesimo piano di uno di due grattacieli (altezza 112 e 80 metri) immersi nelle polveri sottili di una inquinata città lombarda, che le sue radici vivranno saldamente incastrate in una vasca di calcestruzzo di 1 mc fino a che morte non li separerà, che, strappato definitivamente alla sua comunità arborea e munito di un codice identificativo come nei lager nazisti, nel giro di qualche decina d'anni di condizioni ambientali forzatamente innaturali è destinato o a morire per asfissia radicale o a diventare un mostruoso bonsai fuori scala.
In realtà, allo stato attuale il bosco verticale sorto a Milano nel quartiere Isola non pare discostarsi troppo da tanti condominii con vasche a fiorera, ci vorranno tempo, cura, concime e fortuna perché il progetto si attui in tutta la sua bellezza, comunque già premiata sulla fiducia.

Bellezza destinata ad allietare il giardinetto personale di emiri qatariani (l'investitore a cui si deve l'operazione è la Qatar Investment Authority), o di plurimiliardari russi, o di un improbabile rapper proveniente da esotici paesi che, nell'ultimo spot pubblicitario visto in rete, ci guida attraverso un living dall'assurdo arredamento etnico verso il suo privato bosco verticale e artificiale magnificandone i pregi.

Questa meraviglia architettonica, nella fattispecie eletta a grattacielo più bello del mondo, scaturita dalla creatività dell'architetto Stefano Boeri già pronto a replicare l'esperimento in Svizzera nel comune di Chavannes-Près-Renens vicino a Losanna, ha tra le sue esclusive prerogative quella di detenere il record del costo della sua superficie abitativa certamente a Milano ed in Lombardia, probabilmente in Italia, presumibilmente in Europa, con la quotazione di € 8.000/15.000 al metro quadrato. Già l’iter per accappararsi un appartamento nel bosco era stato decisamente elitario, visto che per sperare di accedere alla lista delle prenotazioni era richiesta una cauzione di € 5000 grazie alla quale il futuro assegnatario poteva accedere al rendering virtuale della vista dall’interno.
Vanno aggiunte a tutto ciò le spese condominiali ordinarie e straordinarie, che non saranno di poco conto, per potare gli alberi del decimo piano sporgenti nel vuoto, o per estirpare o sostituire un'essenza seccata al diciottesimo, o irrorare con insetticida gli acari insediatisi al ventesimo, assoldando, presumo, una banda di free climber che all'occorenza si arrampichi sulle coreografiche facciate.
In realtà la mia fantasiosa ipotesi trova precisazioni più esaustive nelle parole della progettista del verde: "La manutenzione è centralizzata: una unica impresa è responsabile degli interventi e agisce sulla base di un piano di intervento quinquennale. Una gru fissa, a sbalzo, posta in copertura consentirà di intervenire dall’esterno dei balconi per controllare lo sviluppo degli alberi. Questo sistema consente dei risparmi rispetto alla gestione frammentata: gli interventi sono finalizzati al mantenimento in efficienza del sistema (potature, concimazioni, monitoraggi fitosanitari e dei sistemi di ancoraggio); gli eventuali attacchi parassitari vengono controllati biologicamente."
Che dire? Evidentemente c'è chi giudica tutto ciò semplice, agevole, economico, ecologico......

Un altro record che verosimilmente questo atipico condominio raggiungerà sarà quello della conflittualità tra condomini (una delle più frequenti cause di contenzioso in Italia) per una serie di problematiche che qualunque casalinga di Voghera non fatica a prevedere.
Pare di sentirli i commenti fra miliardari: "ma si rende conto che le foglie della sua quercus pubescens cadono sui miei cespugli di grateagus monogama?" dirà l'inquilino del lato nord-est a quello del lato sud-ovest: "guardi che la scarsa fioritura della sua koelreuteria panicolata disturba l'effetto cromatico dell'intera facciata" lamenterà l'inquilino del prospetto est: "non si permetta di usare prodotti antizanzare o antiformiche, potrebbe compromettere gravemente l'ecosistema del mio terrazzo confinante" e altre varie amenità. Roba che al confronto le liti per la raccolta differenziata sono amabili conversazioni fra vicini.

"Ambizione di Boeri Studio è che le tecnologie messe a punto possano essere applicate all’edilizia popolare. Con un immaginabile effetto moltiplicatore dell’impatto" si legge su Abitare, novembre 2015.
E che ci vuole? già me li vedo, gli inquilini delle case di ringhiera, ciascuno col suo bell'annaffiatoio, la sera, dopo il lavoro, spruzzare la loro porzione di bosco, come tanti gnomi lavoratori!
Per la serie 'oltre al danno la beffa', se vogliamo parlare di edilizia 'popolare' risulta che i due grattacieli boschivi, facenti parte del consorzio Porta Nuova Isola insieme ad altri contigui edifici di edilizia convenzionata, coinvolgono i comuni mortali che la abitano a condividere i costi insostenibili di una serie di servizi (ronda disarmata, ronda notturna armata, control room, servizio di ‘property & facility management’ ecc,) pensati per la clientela di alto profilo economico che, felice e blindata, vive lì accanto, nel fiabesco bosco verticale.
Leggere per credere.

Rajagiriya, Sri Lanka
Clearpoint Residences
Taiwan, Taipei
Agorà Garden
Tutto ciò mentre si pretende di far passare per operazione ambientalista a difesa della biodiversità di un fantomatico ecosistema una speculazione edilizia che si incanala in un filone modaiolo in rapida diffusione in molte parti del mondo, data la globalizzazione del pensiero tipica dei nostri tempi, e che già ha instaurato una corsa a chi lo fa più strano.
Ancor più in epoca di crisi, recessione, disoccupazione, precarietà e disagio sociale, l'ambientalismo vendibile a peso d'oro di un'enclave esclusiva simile ad un eden incantato destinato a pochi semidei in grado di comprarsi anche un personale microclima, dà in realtà la misura dell'ipocrisia che può nascondersi anche dietro le soluzioni più belle del mondo in una società dove i parchi cittadini e i boschi veri e orizzontali vengono abbandonati all'incuria, mentre si sponsorizzano verdi privati e verticali dove metteranno piede solo pochi eletti.
 

DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


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