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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto: Il Muralismo
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Maurizio Cinà, “Architettura quantica. La lettura dell'evento architettonico in ottica quantistica”, un parallelo tra il progetto d'architettura e quello che è successo al paradigma della fisica classica negli ultimi decenni.
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A Parigi entro la fine del 2020 aprirà il primo Museo della fotografia storica con sei milioni di fotografie che abbracciano l’arco temporale 1858 - 2008.

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Vienna, nuova scuola d'arte ad Am Hof, concorso di idee per studenti e professionisti per un nuovo distretto della cultura. Consegna entro il 10 aprile 2020.

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Assegnato al fotografo rumeno Laurian Ghinitoiu il premio dell’ottava edizione degli Architectural Photography Awards per i migliori scatti di architettura del 2019.

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Fino al 29 marzo 2020.

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Arte, malattia, scienza
di Sabrina Sperotto e Vilma Torselli
pubblicato il 16/05/2009
Arte e scienza, ragione e sentimento, alleati nella stessa sfida dalla quale l'uomo può uscire vincitore.

Di tutta la produzione pittorica di Frida Kahlo, quasi la metà è rappresentata da autoritratti, frutto di quella che può sembrare una narcisitica, ripetitiva e quasi ossessiva rappresentazione di sé nelle vesti di una figura solenne nonostante la corporatura minuta, lo sguardo fermo e penetrante, impeccabili l'acconciatura e l'abbigliamento (nei ritratti il corpo, seppure martoriato dalla sofferenza, è sempre graziosamente adornato): la rappresentazione del corpo appare infatti per Frida il centro di ogni riflessione, di ogni narrazione, luogo privilegiato di autoanalisi in cui tutto avviene e si concentra. “la Kahlo concentra tutto il suo universo intorno alla propria icona……….”, scrive Achille Bonito Oliva, attorno al suo corpo malato, perché la malattia, come lei afferma, è ciò che conosce meglio.
Il corpo, quindi, esibito non tanto, o non solo, come ossessiva autocelebrazione quanto come accettazione coraggiosa e proclamata di una realtà della quale il suo fisico dolente non può dimenticarsi nemmeno per un istante, dove l’immanenza della sofferenza fisica ha in sé ogni possibile causa e ogni inevitabile effetto.

"...... La colonna vertebrale le si spezzò in tre punti della regione lombare. Le si spezzarono anche l’osso del collo e la terza e la quarta costola. La gamba sinistra riportò undici fratture e il piede destro venne dislocatoe schiacciato. La spalla sinistra uscì dalla sua sede e le pelvi si ruppero in tre punti. La ringhiera di metallo le aveva letteralmente perforato il corpo all’altezza dell’addome; entrata dalla parte sinistra,era uscita attraverso la vagina....." (Hayden Herrera, 'Vita di Frida Kahlo', 1998): quando tutto ciò avvenne Frida aveva 18 anni ed un promettente, dorato futuro davanti a sé.

Anche se si autodefinisce "assassinata dalla vita", una indomabile forza morale la fa sopravvivere a tanto martirio.
Pochi artisti possono testimoniare con tanta dolorosa e diretta esperienza la crudeltà della loro sorte, nessuno come Frida seppe trasformare il rapporto arte-malattia nello spettacolo della vita.

Uso' la vita, la morte, la malattia, la gioia, le memorie, i sogni, gli incubi per ordinarli tutti in una struttura intellettuale: e, con un gergo ebbro ed asciutto, rese astratto il mostruoso.” (Vergine Lea), aggredendo la morte, sua immancabile compagna di viaggio, con sfrontatezza, coraggio, ironia, esorcizzando con la sua arte la paura e il dolore.

Con un audace accostamento che coinvolge proprio l’analisi di una tela di Frida Kahlo, Sabrina Sperotto parte alla ricerca di inedite relazioni tra discipline scientifiche e umanistiche, tra arte e scienza, ragione e sentimento, “in un percorso dove l’uomo è al centro di un sistema complesso di valori ed il suo cuore è considerato il motore delle arti e delle scienze a 360 gradi.”, per usare le sue stesse parole.
Dalla sua passione e dalla sua curiosità è nato un progetto, “HE-ART, il cuore tra arte e scienza“, mostra itinerante che vuol portare alla luce impensate sintonie tra arte, intesa come continua ricerca del perfezionamento espressivo, e medicina intesa come arte medica, come testimonianza dell’evoluzione delle conoscenze, della cultura e della consapevolezza di quanto, oggi, la scienza, e soprattutto la cardiochirurgia, possa fare per soddisfare al meglio le “esigenze di una società che ha bisogno di contenuti ed approfondimenti professionalmente validi e sicuri.”

Accomunate da una stessa tensione morale che ha come fine ultimo la valorizzazione dell’essere umano, arte e scienza possono allearsi per individuare nella malattia il comune nemico da sconfiggere, la stessa sfida da raccogliere, per una vittoria che spinge incessantemente oltre i suoi limiti, che fa intravedere sempre, oltre il traguardo raggiunto, una nuova meta.

Viva la vida!”

link:
Cuori incrociati di artisti e pionieri della chirurgia cardiaca
HE-ART, il cuore tra arte e scienza.

e-mail: sabrina.sperotto@gmail.com


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di Pietro Pagliardini


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