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La Giuria di In/arch, presieduta dal filosofo e allievo di Gillo Dorfles, Aldo Colonetti, ha conferito all’unanimità il Premio alla Carriera a Giuseppina Grasso Cannizzo.

In Italia
Cuneo, mostra nella Chiesa di San Francesco "E luce fu", opere di Giacomo Balla, Lucio Fontana, Olafur Eliasson, Renato Leotta.
Fino al 14 febbraio 2021.

All'estero
Ai musei d'Orsay e dell'Orangerie una mostra con una sessantina di dipinti e circa quaranta disegni, dedicata al cosiddetto “periodo Renoir” di René Magritte, dal 10 febbraio al 21 giugno 2021.

Situazionismo
di Vilma Torselli
pubblicato il 5/04/2007
"La produzione capitalistica ha unificato lo spazio (...). Questa unificazione è nello stesso tempo un processo estensivo ed intensivo di banalizzazione." (Guy Debord, "La società dello spettacolo")

Il Situazionismo, che più che un preciso episodio storico indica una generalizzata impostazione programmatica a coloritura politica, nasce alla fine degli anni '50 e trova il suo guru in Guy Debord, esponente più in vista del movimento, filosofo in contatto e sintonia con il Lettrismo di Isidore Isou, autore di "La società dello spettacolo", testo-culto della corrente situazionista, e di "I situazionisti e le nuove forme d'azione nella politica e nell'arte", fondatore dell'Internazionale Situazionista (1957 - 1972), morto suicida nel '94.

Critico della società delle immagini e delle informazioni, autore di opere letterarie e cinematografiche di rottura, Debord denuncia la stasi culturale della fine degli anni '50 come uno scivolamento verso una generalizzata banalizzazione della cultura, che così rinuncia alle istanze rivoluzionarie espresse dai grandi movimenti avanguardisti del '90: con ciò si ricollega idealmente al progetto dadaista e surrealista con l'idea di ripristinare un concetto di arte come attività sociale rivoluzionaria, come strumento indispensabile per una prassi rivoluzionaria che demolisca l'ordine vigente e superi il concetto stesso di arte, che sussiste anche in mancanza totale dell'opera.
Debord ipotizza infatti che la rivoluzione riformista totale di cui si proclama profeta travolga anche l'arte stessa, uno dei tanti elementi da superare e togliere di mezzo se sia necessario chiudere definitivamente con il passato per rendere possibile il passaggio al futuro, denunciando in ciò un idealismo tanto estremo quanto irrealizzabile.

Il Situazionismo non conta, per la verità, un gran numero di seguaci, tuttavia la componente eversiva trova terreno fertile in quel disagio giovanile che esiterà nei movimenti studenteschi del '68, ma è proprio in quell'occasione che emerge la sostanziale fragilità, sia sul piano teorico che su quello attuattivo, della posizione di Debord e del Situazionismo in genere: un testo, "De la misère en milieu ètudiant", che viene distribuito, durante i moti studenteschi agli studenti dell'Università di Strasburgo, cade nella quasi indifferenza generale, incapace di trovare nelle realtà pratica un efficace aggancio con il mondo giovanile, cosicché il movimento, messo alla prova con deludenti risultati di cui prende atto, finisce per sciogliersi.

Tra i personaggi che animano il movimento e ne raccolgono lo spirito, seppure con linguaggi espressivi diversi, il danese Asger Jorn e Pinot Gallizio, tra i fondatori anche di un Laboratorio sperimentale del Movimento internazionale per una Bauhaus immaginista, innovativa "comune" in cui gli artisti abitavano e si confrontavano in un clima di grande fervore creativo e provocazioni culturali e politiche, l'urbanista Constant e Gil J. Wolman.


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