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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. Il più letto in Artonweb:fotografia
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Libri
Massimo Recalcati, "Il mistero delle cose. Nove ritratti di artisti", l'arte alla luce della psicanalisi per "far esistere il miracolo della pittura".
Musei
Milano, nuovo Museo di Arte Etrusca con un’incredibile sala ipogea creata dallo studio Mario Cucinella Architects.

Concorsi
III edizione del concorso di fumetto e illustrazione “Sensuability & Comics”, per informare e sensibilizzare sul tema della sessualità e della disabilità attraverso l'arte.
Scadenza 15 gennaio 2021.

Premi
La Giuria di In/arch, presieduta dal filosofo e allievo di Gillo Dorfles, Aldo Colonetti, ha conferito all’unanimità il Premio alla Carriera a Giuseppina Grasso Cannizzo.

In Italia
Cuneo, mostra nella Chiesa di San Francesco "E luce fu", opere di Giacomo Balla, Lucio Fontana, Olafur Eliasson, Renato Leotta.
Fino al 14 febbraio 2021.

All'estero
Ai musei d'Orsay e dell'Orangerie una mostra con una sessantina di dipinti e circa quaranta disegni, dedicata al cosiddetto “periodo Renoir” di René Magritte, dal 10 febbraio al 21 giugno 2021.

Arte Relazionale
di Vilma Torselli
pubblicato il 4/04/2007
Un'arte che verte sull'universo delle interelazioni umane e del contesto sociale in cui si svolgono e che implica la partecipazione attiva del pubblico a cui è destinata.
Nicolas Bourriaud è il teorico di un'arte che verte sull'universo delle interelazioni umane e del contesto sociale in cui si svolgono, un'arte che, nell'interezza della sua realizzazione, implica la partecipazione del pubblico a cui è destinata, secondo il motto per il quale “l’umano è l’interumano”, un'arte che per queste sue caratteristiche, viene definita arte relazionale, obbediente ad una estetica relazionale (Nicolas Bourriaud, "Esthétique relationnelle", 2001), che assume valenza anche sociale e politica.
Tema fondamentale della ricerca dell'Arte Relazionale, che si sviluppa nella seconda metà degli anni '90, è il rapporto tra arte e vita, sulla base di una analisi di carattere filosofico-esistenziale dell'individuo immerso nella società moderna, cosicché l'artista relazionale, abbandonando l'idea della produzione di un qualsiasi oggetto artistico, si concentra sulle possibilità di intervento sulla persona, la propria e quella del fruitore, in un rapporto di reciproche influenze ed interelazioni, in grado di evolversi parallelamente alle mutazioni del tessuto sociale: l'arte diviene così luogo di incontro, dialogo e confronto in cui l'artista gestisce con metodologie proprie il compiersi della finalità dell'opera.

Non è difficile individuare i prodromi di questo tipo di arte in correnti quale ad esempio Fluxus, il GRAV o il Gruppo T che scriveva accanto alle sue opere in mostra "Si prega di toccare", invitando esplicitamente il visitatore ad un intervento diretto, o in linguaggi espressivi come la Body Art, l'Happening, la Performance ed in genere in tutti i movimenti ad indirizzo concettuale dagli anni '60 in poi, nei quali lo spettatore viene chiamato alla collaborazione, divenendo esso stesso parte dell'opera attraverso la sua partecipazione attiva.

L'Arte Relazionale, che ripensa in modo nuovo le figure dell'artista, dell'opera e del pubblico fruitore, va alla ricerca dell'origine di una sorta di creatività collettiva che si esprime attraverso pratiche artistiche nuove nei modi, nelle tecniche e nelle finalità, per la quale non è importante l'opera, ma la sua motivazione, la processualità attraverso la quale si compie, in una "zona di confine indistinta tra io e noi" come la definisce Carolyn Christov-Bakargiev, dove la "relazionalità" introduce la "necessità" della collaborazione artista-fruitore.

Forme espressive privilegiate sono installazioni, film, video, progetti collettivi, performance, strumenti per far emergere significati inconsci, nuove realtà o nuove interpretazioni della realtà, trasformando l'evento espositivo in un percorso di crescita e di presa di coscienza delle dinamiche della vita quotidiana e dell'azione individuale all'interno di un contesto sociale collettivo.


DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


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"Donna in blu"




 

 
 

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