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  APPUNTI  
Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto: happening o arte comportamentale
  FOCUS ON  
Libri
Umberto Eco, "Storia della bellezza", non una semplice storia dell'arte né dell'estetica, ma di un'intera cultura dal punto di vista iconografico e letterario-filosofico.
Musei
Los Angeles, nuovo museo di Renzo Piano, "Academy Museum of Motion Pictures", recuperato da un ex grande magazzino danneggiato dal terremoto del 1987.

Concorsi
20° edizione per il Andreu World International Design Contest, concorso internazionale di design, per progettare una seduta e/o un tavolo in legno dal design sostenibile.
Scadenza 27/11/2020.

Premi
Assegnato il premio per la miglior opera di architettura al Comune di Morbio Inferiore per la Scuola dell’infanzia San Giorgio, progettata da Jachen Könz.

In Italia
Roma, al Quirinetta L’impossibile Modigliani. L’artista italiano e l’arte africana. Simbolo, opere, tecnologia”.
Dal 25/06/2020 al 10/01/2021 

All'estero
Parigi, Centre Pompidou, Henri Matisse nella retrospettiva più grande mai realizzata dagli anni '70. Fino al 31/8/2020.

Parigi, Robert Mapplethorpe
dal 26 marzo al 13 luglio 2014
Una grande retrospettiva su uno dei più discussi fotografi del '900
La più grande retrospettiva mai allestita su Robert Mapplethorpe (1946-1989), prodotta dalla Réunion des musées nationaux-Grand Palais in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York e il Musée Rodin di Parigi, presenta più di 250 fotografie che partono dalle prime polaroid realizzate negli anni ’70, all’inizio della sua carriera, proseguendo con i ritratti delle star della New York degli anni ’80, i celebri nudi maschili e le sofisticate nature morte dove la raffinatezza compositiva di Mapplethorpe raggiunge la massima perfezione.

Per sua stessa definizione scultore mancato (sua la frase “Se fossi nato prima, almeno cento o duecento anni fa, probabilmente sarei uno scultore. La fotografia, però, è un modo veloce per vedere e scolpire”), Robert Mapplethorpe scopre che la sua strada sarà la fotografia grazie alla folgorazione causatagli dall’incontro con John Mc Kendry, curatore della sezione fotografica del MoMa di New York.
Questa conoscenza gli permette di accedere personalmente agli spazi blindati che custodiscono la collezione fotografica del museo, anche a ciò che non è mai stato esposto al pubblico, accendendo una passione che lo coinvolgerà fino alla morte, avvenuta prematuramente per aids a soli 43 anni.
Risale a questo primo periodo la vasta produzione di polaroid che verrà riscoperta e valorizzata appieno solo dopo la sua morte.

Un altro incontro importante nella vita di Mapplethorpe è quello con Sam Wagstaff (diventerà il suo compagno di vita), collezionista d’arte, curatore, poeta, che gli regala una Hasselblad e lo introduce negli ambienti culturali underground, mondani e trasgressivi, di una New York che, in quegli anni ’80, è l'ombelico del mondo: in quel periodo, il più produttivo e ricco di successo, Mapplethorpe realizza centinaia di ritratti, di nudi, di immagini sadomaso e di soggetti gay cesellando sempre più definitivamente il suo elegante linguaggio poetico ed estetico memore della cultura visiva classica soprattutto italiana.

Sono infatti facilmente identificabili, nella statuaria impostazione tridimensionale dei suoi nudi, i riferimenti iconografici a Michelangelo, Bernini, Piero della Francesca, Tiziano, a testimoniare un’ispirazione chiaramente culturale che non gli eviterà, da più parti, l’accusa di pornografia, più o meno tollerata in rapporto con i modelli di cultura e i sistemi di valori dell’ambiente sociale interessato.

Le sue foto, ancora oggi, un po’ sgomentano il pubblico americano  e una società formalistica e puritana come quella statunitense, in cui la proposta artistica di Mapplethorpe  rappresenta un inaccettabile sconfinamento dell’erotismo, tanto che risale al 1990 una denuncia per oscenità  al direttore del Cincinnati Contemporary Art Center per aver organizzato una mostra delle sue opere.

In Europa, dove il tema sessuale o erotico ha dato vita negli anni ad un vasto immaginario letterario ed artistico ormai legittimato dalla tradizione storica, appare più ambigua ed imprecisa una netta distinzione fra erotismo e pornografia, nel nome di una dignità culturale attribuibile al tema sessuale.

Grazie a questo meccanismo di origine socio-culturale un consenso pressoché unanime circonda in Europa l’opera di questo trasgressivo fotografo che raramente è stato oggetto di reazioni e veti censori.

Sulla diversa sensibilità circa il rapporto tra oscenità e consenso nell’opera di Mapplethorpe, una pagina di Alessandro Tempi >>>


Robert Mapplethorpe
Parigi,Grand Palais, Galleria sud-est
dal 26 marzo al 13 luglio 2014
aperto tutti i giorni dalle 10,00 alle 22,00 (chiuso il lunedì)

DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


blog di Efrem Raimondi


blog di Nicola Perchiazzi
 







RIFLETTORI SU...


Willem de Kooning
"Woman I"





 

 
 

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