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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto: Il Muralismo
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Libri
Maurizio Cinà, “Architettura quantica. La lettura dell'evento architettonico in ottica quantistica”, un parallelo tra il progetto d'architettura e quello che è successo al paradigma della fisica classica negli ultimi decenni.
Musei
A Parigi entro la fine del 2020 aprirà il primo Museo della fotografia storica con sei milioni di fotografie che abbracciano l’arco temporale 1858 - 2008.

Concorsi
Vienna, nuova scuola d'arte ad Am Hof, concorso di idee per studenti e professionisti per un nuovo distretto della cultura. Consegna entro il 10 aprile 2020.

Premi
Assegnato al fotografo rumeno Laurian Ghinitoiu il premio dell’ottava edizione degli Architectural Photography Awards per i migliori scatti di architettura del 2019.

In Italia
Roma, Spazio Eventi Tirso, "Frida Kahlo Il caos dentro", fotografie e opere, con la ricostruzione dei luoghi di Casa Azul, a Città del Messico, in cui Frida ha vissuto.
Fino al 29 marzo 2020.

All'estero
Barcellona, “I LOVE LEGO: mundos en miniatura”, un milione di moduli del mattoncino più celebre del mondo, passione di adulti e bambini.
Fino al 29 marzo 2020.

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Intervista a Tomaso Montanari
di Riccardo Ianniciello
pubblicato il 25/05/2018
"Sono convinto che gli storici dell’arte servano a fare entrare le opere d’arte nella vita intellettuale ed emotiva di chi si occupa di tutt’altro."
(Tomaso Montanari)
Quattro domande puntuali e circostanziate su temi quali i musei, il decoro urbano, la riqualificazione architettonica, di capitale interesse per un territorio, quello italiano, che ospita il patrimonio culturale più rilevante del pianeta.

E quattro risposte precise, definitive, illuminanti di uno storico dell’arte che ritiene l’arte debba essere un fatto “ pubblico e ‘politico’ “, e il nostro patrimonio storico “un segno visibile della sovranità dei cittadini, dell’unità nazionale, e dell’eguaglianza costituzionale”.
  • Lei asserisce che il problema non è l’uso del museo come vetrina commerciale, ma la pretesa di operare delle commistioni improprie, di instaurare a tutti i costi dei legami culturali tra il soggetto della mostra, per esempio abiti di moda, con le opere d’arte che un museo custodisce. Cosa si  dovrebbe fare per modernizzare le strutture museali al fine di inserirle nella vita e nella cultura di oggi? Le commistioni, proprie e improprie, non sono comunque utili per avvicinare i cittadini alla storia dell’arte del proprio paese?Ha ancora senso parlare di commistioni improprie in una società multietnica e diversificata come la nostra, o non è invece lecito sperimentare ogni mezzo per attirare l’interesse del maggior numero di visitatori?
No, io sostengo che il museo non possa mai essere un luogo commerciale. È un luogo terzo, in cui non si può e non si deve essere clienti o consumatori, ma si deve essere cittadini. È come una scuola o un tribunale. Le opere dei musei sono uscite, faticosamente, dal circuito economico. Hanno un senso nuovo. Un senso che non si vende e non si compra. Un senso che dà senso a ciò che, invece, si vende e si compra. Il cuore vero del museo è la ricerca. Un museo che non fa ricerca è un deposito di roba vecchia. Il fine non è la tutela: la tutela è uno strumento per la conoscenza. Quella scientifica, che poi deve diventare diffusa. Nessun mezzo della comunicazione moderna è troppo basso: un museo di ricerca e senza fini di lucro non dovrebbe temere alcun canale di comunicazione. Il patrimonio è come il repertorio della musica, o quello del teatro: va eseguito, generazione dopo generazione. Va narrato: è indivisibile dal lavoro di chi lo studia, lo 'parla', lo rimette nell'anima dei sui coetanei, lo tiene al centro del discorso pubblico.
  • Qualche anno fa, in occasione delle festività natalizie fu esposto nel cuore di Urbino un manufatto metallico rappresentante un albero di Natale definito da Sgarbi “una bruttezza immorale”, “una merda di albero”. Al di là del fatto se l’opera poteva essere installata in un centro storico tutelato dalla legge Volponi, lei concorda con il giudizio di Sgarbi? 
In questo caso, sì.
  • Spesso in architettura assistiamo a interventi di ammodernamento, recupero e ampliamento di edifici storici che appaiono innesti scellerati, un violentare l’idea oltre che il corpo, caratterizzati dall’assenza di qualsiasi criterio che tenga conto del valore del manufatto come documento storico e traccia del passato. Forse occorrerebbe una sorta di legge Volponi estesa a tutto il territorio italiano che vincolasse i comuni e i progettisti e impedisse di fare ulteriori irreparabili danni.
Ma c’è il Codice dei Beni culturali, ci sono i vincoli. Si potrebbe fare di più a livello di legge, ma il punto è dare forza, legittimazione sociale, personale e fondi a chi deve applicarle: le odiate e ormai distrutte soprintendenze.
  • Se fosse Ministro dei Beni Culturali quali misure avrebbero per lei priorità? 
Assumere almeno 15.000 giovani studiosi nelle soprintendenze, ricostruire il sistema di tutela, abolire le riforme Franceschini, ottenere un vero insegnamento di storia dell’arte in tutte le scuole.
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